24 film commedia degli anni 1970, ordinati per voto del pubblico. Il meglio del decennio, e regge ancora stasera. Aggiornato il 25 settembre 2026
C'eravamo tanto amati è in testa con 8,3 su 10, davanti a Amici miei (8,1). I voti vanno da 7,5 a 8,3. Tutti sono usciti tra il 1970 e il 1979.
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Tre amici ed una donna: le loro vicende personali si intrecciano con i mutamenti sociali e politici dell'Italia del secondo dopoguerra.

Cinque professionisti cinquantenni: Perozzi (Noiret), Melandri (Moschin), Mascetti (Tognazzi), Necchi (Del Prete) e Sassaroli (Celi), sono amici inseparabili e burloni scatenati. Le loro avventure le chiamano zingarate e si svolgono nei pressi di Firenze. Il dottor Sassaroli ha conosciuto gli altri quattro quando questi, dopo un incidente, sono stati ricoverati nella sua clinica e da allora si è unito al gruppo. Nel loro mirino tutto e tutti (i passeggeri di un treno vengono schiaffeggiati), ma soprattutto il pensionato Righi, bersaglio dei loro lazzi perfino a un funerale. Affidato ad alcune maschere della commedia all'italiana il film è una galleria esilarante di scherzi (alcuni diventati proverbiali) e di battute. Concepito da Pietro Germi, venne però diretto da Monicelli a causa della prematura morte del collega e amico. Fu un grande successo di pubblico e vinse il David di Donatello nel 1975.

Johnny Hooker e il suo amico Luther Coleman sono due truffatori di strada. Dopo aver raggirato il corriere del potente gangster Doyle Lonnegan, Luther viene ucciso per ritorsione e Hooker è costretto a fuggire e a nascondersi. Desiderando vendicare Luther, il giovane chiede aiuto ad un vecchio amico del defunto, Henry Gondorff, uno dei più bravi ed esperti truffatori degli Stati Uniti. Insieme organizzano una "stangata" ai danni di Lonnegan, creando una finta agenzia di scommesse in cui il boss crede di poter vincere facilmente delle ingenti somme di denaro, grazie a informazioni riservate.

Il figlio di un impiegato ministeriale romano è ucciso per caso durante una rapina. Il brav'uomo prepara ed esegue una lenta, bieca, allucinata vendetta.

La vicenda, ambientata dall'inizio della primavera del 1932 all'inizio della primavera del 1933 (riferimento certo visto la corsa della VII edizione della Mille Miglia), in una Rimini onirica ricostruita a Cinecittà, come la ricordava Fellini in sogno, narra la vita nell'antico borgo (o e' borg, come a Rimini conoscono il quartiere di San Giuliano) e dei suoi più o meno particolari abitanti: le feste paesane, le adunate del "Sabato fascista", la scuola, i signori di città, i negozianti, il suonatore cieco, la donna procace ma un po' attempata alla ricerca di un marito, il venditore ambulante, il matto, l'avvocato, quella che va con tutti, la tabaccaia dalle forme giunoniche, i professori di liceo, i fascisti, gli antifascisti e il magico conte di Lovignano, ma soprattutto i giovani del paese; adolescenti presi da una prepotente "esplosione sessuale".

Moses Pray è un predicatore che attraversa il Kansas nel periodo della depressione con un carico di bibbie di lusso, un dente d'oro in un sorriso smagliante e una quantità di neo-vedove che lo aspettano. Addie è un'orfana di nove anni, già accanita fumatrice, che si unisce a Moses e cerca di dimostrare al maestro truffatore che conosce i trucchi del mestiere. Trixie Delight vaga senza meta fino a quando Addie deciderà che Trixie dovrebbe unirsi a lei e a Moses – cosa che, naturalmente, non potrà avvenire.

Alla lettura del testamento del barone Victor Von Frankenstein, si scopre che l'eredità va tutta al nipote Frederick, un brillante chirurgo di New York. Il dottore, seccato dalla parentela con l'illustre antenato, tentenna prima di accettare di recarsi al castello del nonno per fare un sopralluogo, ma alla fine intraprende un viaggio che lo porterà sulla strada di famiglia.

Avventure e guai tragicomici di re Artù e dei suoi cavalieri che vanno alla ricerca del santo Graal e fanno gli incontri più strani. Benché diseguale e sgangherato, per colpa della regia a due teste e dei mezzi insufficienti, i fan vi troveranno: ricchezza di gag, ritmo, gusto per il grottesco e l'anarchia.

Dopo aver lottato con i mezzi pubblici perennemente strapieni, il ragionier Ugo Fantozzi arriva finalmente in ufficio. Qui trova ad attenderlo pile di pratiche da sbrigare rifilategli dai furbi colleghi. Costretto a partecipare a gite aziendali e partite di calcio, Fantozzi è anche ossessionato da una moglie brutta e da una figlia orripilante.

Produzione e retroscena durante la lavorazione del film Je vous présente Pamela (Vi presento Pamela), girato negli studi della Victorine a Nizza: la vita e il lavoro degli attori, dei membri della troupe cinematografica e del regista, Ferrand. Dal primo all'ultimo giorno delle riprese i problemi della lavorazione s'alternano con i rapporti personali tra i vari componenti della “troupe” e con la storia del film nel film. Pur costruito su incastri e incroci, ricco di citazioni, autocitazioni, allusioni, è un film che viaggia come un treno nella notte.

Brian nasce contemporaneamente al Messia, in una capanna vicina e viene visitato per sbaglio dai Re Magi. L'equivoco continuerà nella vita adulta, tra confuse manovre di terroristi antiromani rivali tra loro, fino a quando i suoi compagni del Fronte popolare giudaico lo consegano a Pilato per farne un eroico martire: finirà crocefisso, ancora una volta per un equivoco.

Alvy Singer , sguardo in macchina, ci racconta le sue riflessioni sulla vita e sulla morte e sulla fine del suo rapporto con Annie. Fin da piccolo soffriva di qualche depressione relativa al timore dell'espansione dell'universo e anche a causa della sua abitazione situata sotto le montagne russe del Luna Park. Il suo interesse per l'altro sesso era già vivo all'epoca. Divenuto adulto è ora un comico di successo che la gente riconosce per la strada. Le sue ossessioni hanno subìto una trasformazione: ora si sente vittima dell'antisemitismo.

Episodi sentimentali nella vita sessuale di uno scrittore televisivo di New York la cui ultima moglie (Streep) l'ha abbandonato per una donna. In questo poema d'amore per una Manhattan interiorizzata e sognata, calata nel sublime bianconero di Gordon Willis o accarezzata dalle canzoni di George Gershwin, più che la vicenda contano i personaggi e il tono con cui sono raccontati. Dramma in cadenze leggere di commedia: la summa di Allen di cui è per molti critici e spettatori il film preferito, quello che resterà. Agli Oscar, infatti, non fu nemmeno nominato. 1° film di Allen in bianconero e anamorfico. L'autore non ne era soddisfatto: troppo statico. 1° film con Susan E. Morse al montaggio.

Un cinquantenne analfabeta, che ha vissuto tutta la vita curando il giardino di un vecchio signore, conosce per caso la moglie di un magnate, che lo scambia per un raffinato e bizzarro gentiluomo. Il marito, poi, lo crede una grande mente politica. E così pure mezza Washington, che pensa addirittura di portarlo alla presidenza degli Usa.

In una sontuosa villa della provincia americana vive Harold, un adolescente cervellotico e pieno di problemi. Il giovane si diverte a simulare - come dirà al suo psicanalista - quindici suicidi per scuotere la madre, giovane avvenente e sventata, che ormai non lo sopporta più. Oltre ai tentativi di suicidio Harold coltiva tendenze necrofile: non si perde un funerale cui si reca con una macchina delle pompe funebri. In una di queste visite fa amicizia con Maude, una vecchina percorsa da fremiti di vita nonostante sia vicina al suo ottantesimo anno di età.

Trinità, un pistolero pigro e indolente giunge in un villaggio dove ha la sorpresa di trovare suo fratello, nelle insolite vesti di sceriffo. In realtà costui, che è un ladro di bestiame, ha accettato l'incarico per poter mettere a segno impunemente un furto ai danni di un facoltoso proprietario di cavalli. Ma, i due fratelli si troveranno a dover difendere la comunità mormona dalla prepotenza di Harrison e dei suoi uomini.

Giacinto, emigrato pugliese, è il patriarca di una numerosa famiglia di debosciati accampati in una baraccopoli della più degradata periferia romana: egli è ossessionato dal timore di venire derubato del proprio danaro dai famigliari che gli gravitano intorno.

Il falegname Geppetto si costruisce un burattino di legno, a cui dà il nome di Pinocchio. La Fata Turchina, sua protettrice lo trasforma subito in un bambino in carne ed ossa, facendosi promettere che sarà un bambino "per bene", ubbidiente e studioso, bastone della vecchiaia del suo genitore. Siccome il bambino, che ha conservato il carattere vivace e ribelle del burattino, ne combina di tutti i colori, la Fata lo fa tornare di legno per punirlo. Le trasformazioni si succederanno più volte e, una volta, Pinocchio diverrà persino somaro. La vicenda termina un poco prima del libro, cioè quando Geppetto e Pinocchio escono dal ventre della Balena: quasi un ritorno alla vita, una presa definitiva di contatto con la realtà.

Dopo le disavventure del primo film, Fantozzi prosegue la sua catastrofica vita quotidiana tra le frustazioni lavorative e il triste ménage familiare. I mitici episodi del ricevimento della Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare e la ricostruzione della scena della scalinata del film "La corazzata Potemkin", definito da Fantozzi "una cagata pazzesca", sono ormai entrati di diritto nella galleria delle immagini più famose del cinema comico italiano.

Lupin è alla ricerca dei leggendari falsari della dinastia del Caprone, da sempre feudatari del piccolo paese di Cagliostro. Il caso gli farà incontrare la principessa Clarisse, futura sposa del Conte di Cagliostro. L'ultimo discendente del Caprone è alla ricerca del tesoro segreto della sua famiglia e per trovarlo ha bisogno dell'anello di Clarisse.

Il proprietario di una fabbrica di dolci bandisce un concorso, i cinque bambini che troveranno il biglietto d'oro nelle barrette di cioccolato da lui prodotte potranno entrare nella sua favolosa fabbrica per scoprirne i segreti.

Un potente industriale del disco sfrutta commercialmente la musica di Winslow Leach, un compositore timido e impacciato che ha fatto rinchiudere a Sing Sing. Winslow fugge, tenta di vendicarsi del magnate, ma rimane sfigurato. Con una strana maschera da uccello e un costume da supereroe si rinchiude in una sala d'incisione e cerca vendetta.

Nel prologo, anno 1808, assistiamo alla fucilazione di patrioti e di un ufficiale profanatore di tombe. Poi si passa al presente, ed ecco un uomo che mostra a due bimbe foto "oscene" dei monumenti di Parigi, un assassino messo in libertà, la repressione di una manifestazione che inneggia alle catene...

Quattro banditi, con la precisione cronometrica, assaltano la metropolitana di New York e si impadroniscono, dirottandolo, del vagone Pelham 123 con a bordo 17 passeggeri e un controllore. Per liberare gli ostaggi chiedono un milione di dollari altrimenti li uccideranno a uno a uno. Dell'operazione è incaricato il tenente Garber che, trasportando il denaro al vagone, intuisce le mosse dei banditi e li affronta sgominando la banda. Eccellente poliziesco dal crescendo drammatico esemplare. La suspense non cala quasi mai, e Matthau è bravo e riesce anche ad essere ironico (ad esempio nel finale).
La commedia è il genere peggio servito dai voti, ed è bene saperlo prima di leggere questa lista. L’umorismo scade e viaggia male: una commedia adorata in patria risulta tiepida altrove, e le medie ne risentono. Una commedia da 7 su 10 equivale spesso a un dramma da 7,8. La classifica privilegia quelle che hanno varcato la propria frontiera, che raramente sono le più parlate.
Gli anni 1970 sono il decennio più densamente ben votato del catalogo, e si spiega meno con il genio dell’epoca che con il setaccio del tempo: restano proposti e votati solo i film sopravvissuti cinquant’anni. Quello che vedete qui non è il cinema degli anni settanta, è ciò che ne resta — che è esattamente ciò che si cerca scegliendo un film per stasera.
Vengono dal catalogo TMDB, filtrati sul voto del pubblico e su un numero minimo di valutazioni — senza questo secondo filtro un film votato 9 su 10 da undici persone passerebbe davanti a un classico. Nessun posto si compra: né piattaforma, né distributore, né studio può entrare in questa lista se non essendo ben votato.
C'eravamo tanto amati (1974), con 8,3 su 10 su 667 voti del pubblico.
Taro eira indica, film per film, quali piattaforme lo propongono in Italia e a che prezzo — abbonamento, noleggio o acquisto. Le liste per piattaforma sono più in basso in questa pagina.
Viene ricalcolata ogni giorno. I voti si muovono lentamente, i cataloghi in fretta: è soprattutto la disponibilità a far entrare e uscire i titoli.
No. Taro eira è gratuito, non chiede account né abbonamento, e le due o tre domande funzionano senza installare nulla.
I film vengono dal catalogo TMDB, filtrati per voto del pubblico e numero di valutazioni, poi incrociati con la disponibilità reale nel paese. Nessuna posizione a pagamento, nessuna partnership. Come scegliamo i film.
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